Storia
Che il territorio di Stezzano sia stato abitato sin da epoche antiche è chiaramente documentato dalle lapidi romane rinvenute.
Tralasciando i pochissimi reperti tardo-antichi si può con sicurezza affermare che il territorio era sicuramente abitato in epoca alto-medioevale.
Dai documenti pervenutici anteriori all'anno 1000 sono infatti note diverse persone indicate come "de Stegiano", cioè residenti nel territorio denominato Stegiano.
Di queste solo due paiono essere riconducibili ad un unico gruppo famigliare, si tratta dell'Andrea de Stegiano nominato in un documento dell'806 e del diacono, nominato in un atto dell'875, di nome Stefano che era figlio del morto Andrea de Stegiano.
Questo personaggio doveva in ogni caso appartenere a un gruppo famigliare dotato di una discreta posizione sociale, infatti dispone della cappella di S. Vittore in Grumello al Piano, di case in Lalio e di una casa entro le fortificazioni cittadine di Bergamo.
Il territorio di Stezzano appare nel 1012 già dotato di una basilica dedicata a S. Pietro, e sul suo territorio, sin dal 915, iniziano ad essere identificabili le prime proprietà dei canonici di S. Vincenzo.
Nell'XI secolo l'abitato inizia ad essere interessato, insieme ai vicini villaggi, da un fenomeno migratorio verso le terre cremonesi e cremasche: nel 1082 un gruppo famigliare di origine Stezzanese ormai insediato stabilmente in Crema liquida le proprie residue proprietà nel villaggio d'origine.
Pochi anni dopo in un atto del 1084, é indicata per la prima volta l'esistenza di un Castello in Stezzano. Non essendo individuabile negli atti conservati nessun Signore promotore della fortificazione si può ipotizzare che sia uno di quei fortilizi di proprietà comune realizzati da persone non legate tra loro da rapporti di parentela identificabile. Questi fortilizi pare siano stati edificati in forma associata dai contadini e piccoli proprietari terrieri che ne mantennero a lungo quote individuali di proprietà.
Non appare chiaro dalle fonti in nostro possesso quale tipo di dinamica storica abbia condotto la popolazione a passare da un abitato (villa) di tipo sparso a uno di tipo concentrato e fortificato (castrum).
Il termine "castrum" deve infatti in questo caso corrispondere a un vero e proprio villaggio fortificato.
Tali fortificazioni sono altresì note sia in via documentaria che archeologica, si tratta di un insieme di capanne, in materiali deperibili, difese da uno spalto di terra sormontato da una palizzata e all'esterno da un ampio fosso circolare.
La caratteristica struttura del fossato anulare di questo castello é ancora chiaramente identificabile (tav. 1 - secolo XII) nella morfologia degli isolati che si trovano intorno alla chiesa(foto nn° 1-2), che probabilmente sorge nel sito dove in antico si trovava l'antica basilica di S. Pietro.
Al centro del fortilizio si doveva trovare una torre d'avvistamento le cui fondazioni furono nel XVIII secolo riutilizzate dagli edificatori del nuovo campanile.
La posizione del castello appare in stretta connessione con la via che in senso Nord-Sud collegava Levate a Bergamo, passando ad occidente del fortilizio, e con un'altra via che collegava, correndo in senso Ovest-Est, Guzzanica a Zanica passando a meridione dell'insediamento.
Se analizziamo i pochi dati sulla popolazione che ci sono pervenuti possiamo affermare che la popolazione di Stezzano comprendeva, tra gli altri, anche alcuni personaggi dotati di una solida posizione sociale. Nel 1087 sono noti Pietro e Giovanni figli del morto Bono di Stezzano che vendevano delle loro terre e negli stessi anni il libero uomo Picino da Stezzano operava con successo come banchiere.
Nel complesso il territorio stezzanese appare nel XI secolo abitato da una popolazione abbastanza ampia e già articolata socialmente, ciò anche se una parte di questa popolazione continua ad immigrare verso la pianura più a Sud: in un atto del 1179 sono ricordate delle persone originarie di Stezzano e Grumello al Piano che si erano stanziate a Lodi.
Certamente l'aumento e la prosperità della comunità Stezanese sono direttamente collegate alla possibilità di porre a coltura ampi tratti di pianura e alle opere di irrigazione che dal XII secolo resero più fertili le terre: lavori di creazione di nuove canalizzazioni sono ricordati già nel 1174.
La favorevole situazione agricola che i nuovi canali crearono in Stezzano richiamò sul nostro territorio l'attenzione dei Canonici di S. Vincenzo, che già vi detenevano alcune proprietà nel X secolo.
I Canonici in Stezzano nel 1199 acquistarono terre con relativa giurisdizione su due seriole, nel 1202 trattarono di alcune terre con Petrum de Suardis, nel 1218 un atto ricorda delle loro altre proprietà e nel 1280 è ricordato il toponimo "ad canonicum".
Nel 1260 i canonici di San Vincenzo sono tra i principali soggetti di una convenzione relativa a una seriola che attraversava il territorio di Stezzano, ma con quest'atto si pongono in evidenza anche altri soggetti.
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